Che.

“Era mezzogiorno e, prigioniero,
Aspettavi che si fermasse il mondo.
Fuori c’era il sole e caldi odori
E parole antiche di soldati.
Forse vedevi la tua gente
Cuba, viva sotto il sole,
La sierra che ti ha visto vincitore.

Addio, addio.
Chi mai ti scorderà?
Addio, addio,
Anch’io ti ricorderò.

Era mezzogiorno in piena notte
E gli uomini di buona volontà
Tutti si guardarono negli occhi
Poi ognuno andò per la sua strada.
È troppo tardi per partire
Troppo tardi per morire
Siamo troppo grassi. Comandante…

Addio, addio.
Chi mai ti scorderà?
Addio, addio,
Anch’io ti ricorderò.

Era mezzogiorno e tu non c’eri,
Un bambino piangeva nel silenzio
Fuori c’era il sole e caldi odori
E parole antiche di soldati.
Oggi ti ricorda la tua gente,
Cuba, viva sotto il sole,
La sierra che ti ha visto vincitore.

Addio, addio.
Chi mai ti scorderà?
Addio, addio,
Anch’io ti ricorderò.”

S.E.

Nonostante tutta la retorica, ti ricordo anch’io.

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Bye bye.

Curiosamente, la rivoluzione mi induce malinconia, forse perché tendo a pensare a tutti quelli che sono morti, tra cui due qui sopra, per arrivare a quello che siamo oggi, che temo non sia molto meglio, ultimamente, di quello contro cui le rivoluzioni hanno combattuto in passato. In attesa di altre rivoluzioni, vado a vedere cosa se ne è fatta di una, di rivoluzione, a spendacciare il mio denaro capitalista nell’asse del male. A me non sembra poi così tanto peggio, questo male, ma si sa che l’erba del vicino è sempre più verde, eccetto quando la si guarda troppo da vicino. Forse però questo stato canaglia non è erba ma persone, il che cambia parecchie cose… Mentre aspetto che i governanti inizino finalmente a governare obbedendo, vado finalmente in vacanza. Dall’Olanda mi pare la direzione sia più o meno abajo y a la izquerda. Vi faccio sapere tra qualche settimana, probabilmente.